Corruzione tra privati 231

novembre 26, 2012  |  Posted by thomas.contin  |  Commenti disabilitati su Corruzione tra privati 231

corrCon l’approvazione della Legge 6 novembre 2012, n. 190, recante “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione“, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13/11/2012, in vigore a partire dal 28/11/2012, è stato introdotto nel D. Lgs. 231/01 il reato di “corruzione tra privati“.

1. Le principali novità per il D. Lgs. 231/01

La Legge apporta alcune integrazioni al c.d. “catalogo dei reati presupposto” della responsabilità amministrativa degli enti, ex D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e, più precisamente:

  • all’art. 25, comma 3, viene inserito il richiamo al nuovo art. 319-quater codice penale;
  • all’art. 25-ter, comma 1, viene aggiunta la lettera s-bis), che richiama il nuovo delitto di corruzione tra privati, nei casi di cui al nuovo terzo comma dell’art. 2635 codice civile.

I nuovi reati introdotti nel D. Lgs. 231/2001 sono, dunque:

  1. Art. 319-quater c.p.,“induzione indebita a dare o promettere utilità”: “1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da tre a otto anni. 2. Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni”.
  2. Art. 2635 c.c.,“corruzione tra privati”: “1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, che, a seguito della dazione o della promessa di denaro o altra utilità, per sé o per altri, compiono od omettono atti, in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, cagionando nocumento alla società, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. 2. Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma. 3. Chi dà o promette denaro o altra utilità alle persone indicate nel primo e nel secondo comma è punito con le pene ivi previste. 4. Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’articolo 116 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni. 5. Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi”.

2. La rilevanza del reato di corruzione in ambito privato ai fini del D. Lgs. 231/01

La nuova lettera s-bis dell’art.25-ter, rinviando ai “casi previsti dal terzo comma dell’art. 2635 c.c.”, prevede, in sostanza, che ai sensi del D. Lgs. 231/01 può essere sanzionata la società cui appartiene il soggetto corruttore, in quanto solo questa società può essere avvantaggiata dalla condotta corruttiva.

Al contrario, la società alla quale appartiene il soggetto corrotto, per definizione normativa, subisce un danno in seguito alla violazione dei doveri d’ufficio o di fedeltà.

3. L’impatto sul modello organizzativo

In relazione alla nuova fattispecie di reato sopra descritta, costituisce attività “sensibile” dell’azienda la gestione del processo di vendita, con particolare riferimento:

  • ai poteri autorizzativi all’interno del processo;
  • alla definizione del prezzo di offerta;
  • alla definizione delle condizioni e dei tempi di pagamento;
  • alla definizione della scontistica.

Ogni ente sarà, dunque, tenuto a definire nel miglior modo possibile criteri trasparenti per la determinazione di un prezzo massimo di offerta per singolo prodotto o servizio, in modo da poter individuare qualsiasi anomalia.

Nella disciplina dei flussi informativi verso l’OdV (Organismo di Vigilanza) sarà, inoltre, opportuno prevedere l’obbligo di comunicare operazioni di vendita superiori ad un dato importo o operazioni di incasso al di sotto di minimi standard di pagamento.

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